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This article was written on 05 oct 2012, and is filled under Back Catalogue.

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Dialogo con il clown Dimitri

 

Claves: Per quale motivo Lei, il famoso clown Dimitri, si esibisce come cantante e chitarrista?

Dimitri: Ho sempre avuto l’impressione di essere nato con un’anima musicale, inoltre sono cresciuto in Ticino per così dire con la canzone popolare, la quale fa parte della mia vita. Adesso faccio della musica semplicemente perché cantare e suonare la chitarra mi fa piacere. Ma naturalmente né Roberto né io pretendiamo di essere professionisti o virtuosi.

Claves: Con il Suo amore per la canzone popolare Lei è diventato uno specialista in questo campo. Nel Suo caso si potrebbe parlare di un genere di hobby. Perché Lei si esibisce in pubblico e incide dischi?

Dimitri: Se si canta spontaneamente lo si fa raramente in solitudine, ma quasi sempre in compagnia, per esempio al ristorante, sul posto di lavoro o durante il servizio militare. Dove si canta in comune quasi sempre ci sono anche degli ascoltatori, cioè un pubblico. Così succede anche a Roberto e a me: di rado cantiamo solamente per il nostro piacere, ma diversa gente che si trova per caso da noi, vi prende parte. Mia moglie allora, ebbe l’idea d’ingrandire questo circolo, dando una serata di canzoni popolari nel nostro teatro di Verscio. Fu un grande successo e ci fece veramente piacere. Fu il primo passo per arrivare a dei concerti simili in altre località e a incidere questo disco.

Claves: Dunque Lei ha l’intenzione di diffondere l’amore per la canzone popolare. Crede di poter agire contro l’evidente decadenza della canzone popolare?

Dimitri: Credo che con l’interesse che stà disparendo per la canzone spontanea, oggi abbiamo già raggiunto il punto più basso. Da qui mi sembra che comincia una vera « rinascita ». Roberto ed io possiamo assicurare che ad esempio nelle Centovalli, la cura del canto di gruppo sorge da un vero bisogno e dà all’uomo distensione e gioia. Ci farebbe piacere essere una prova vivente per la forza, ancora oggi efficace, della canzone popolare.

Claves: Quante canzoni ha nel Suo repertorio, e com’è composto?

Dimitri: Cantiamo insieme più di cento canzoni e ne scopriamo sempre delle nuove. La maggior parte ci è stata trasmessa inconsciamente nella nostra gioventù da vecchie tradizioni. Una fonte produttiva è la gente anziana e ogni tanto troviamo qualche cosa in una raccolta di canzoni già esistente.

Claves: Nella Sua riproduzione Lei si tiene esattamente alle melodie e ai testi originali?

Dimitri: Una canzone popolare non è un articolo da museo, ma una cosa viva. Può subire dei cambiamenti o uno sviluppo ulteriore del testo e della musica che vengono da una determinata situazione o disposizione d’animo. Naturalmente questa libertà nel trattamento della canzone deve provenire da un impulso spontaneo e genuino. Nel nostro caso ogni tanto scappa una strofa alla propria fantasia. Roberto inventa sempre da solo la « seconda voce » del canto, questa è secondo il carattere della sua propria voce, più alta della prima, una cosa tipica per il genere di canto al sud delle Alpi.

Claves: Chi è Roberto?

Dimitri: Il suo nome completo è Roberto Maggini. Lui è patrizio di Intragna, cioè la sua famiglia fa parte degli abitanti originari del villaggio, situato all’inizio delle Centovalli. I suoi genitori sono proprietari di un’osteria in quel luogo. Lui stesso è elettricista di professione. Il mio incontro e l’amicizia con Roberto è stato l’inizio di tutto. Senza la sua voce e la sua musicalità che mi entusiasmarono, non mi sarebbe mai venuta l’idea di cantare in teatro o incidere un disco.

Claves: Mi disse che le Sue canzoni sono tradizionali della regione dove Lei e Roberto abitate. Allora si tratta di tipiche canzoni ticinesi?

Dimitri: Una domanda interessante! Una cosa evidentemente ticinese è il nostro dialetto in alcune canzoni. Ma è difficile dire, se una canzone è veramente originaria del posto dove oggi viene cantata. Vorrei ricordare il padre di Roberto come un esempio per molti che probabilmente hanno preso parte alla formazione della canzone popolare. Lui fece parte dei molti ticinesi che, per un necessario minimo guadagno, erano costretti a lavorare all’estero una parte dell’anno. Così da bambino, andò in Italia come spazzacamino. Sicuramente ha riportato delle canzoni da lì, forse in forma diversa, che hanno preso piede in questa regione. È possibile che sia successo anche il contrario. Così la formazione di una canzone popolare spesso ha una lunga storia ed è influenzata da anonimi. E ciò continua ed è appunto questo il bello!

Claves: Allora la vostra intenzione non è di presentare l’anziano « patrimonio popolare » in modo perfetto, ma di essere intesi come due « cantanti del popolo » che passano ad altri una tradizione vivente in modo spontaneo?

Dimitri: Esattamente questo sarebbe il nostro desiderio.

© Claves 1972

 

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CD 0385

 

 

 

 

 

 

 

4 commentaires

  1. Andrea A Johnson
    octobre 11, 2012

    Can I use some of the content from your site on mine? I will make sure to link back to it :)

    • Claves records
      octobre 25, 2012

      Yes, of course !

  2. Hair Treatment
    octobre 19, 2012

    Thank you for the sensible critique. Me & my cousin were just preparing to do some research on this. We got a book from our local library but I think I learned better from this post. I’m very glad to see such great info being shared freely out there…

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